L'apparato VHF e le regole d'uso
Per usare il VHF sull'imbarcazione da diporto serve il certificato limitato di radiotelefonista per naviglio minore. Il nominativo internazionale consente l'uso dell'apparato su imbarcazioni e navi da diporto, l'indicativo di chiamata lo consente sul natante. Per installare un VHF fisso basta controllare che l'apparato sia omologato, gli apparati di bordo sono esonerati dalle ispezioni ordinarie e il comandante è responsabile del loro corretto utilizzo.
Il VHF lavora in linea ottica, le antenne devono trovarsi sopra la linea dell'orizzonte. Tra unità la portata è di massima tra 10 e 20 miglia, verso le stazioni costiere arriva a circa 40. A distanza ravvicinata si usa la potenza ridotta di 1 watt. Lo squelch attenua il rumore di fondo. Il DSC invia in automatico, su VHF e HF, segnali di soccorso, urgenza o sicurezza a navi vicine, centri di coordinamento e stazioni costiere. Per le comunicazioni tra barche si usano i canali 6, 8, 72 o 77. Il riflettore radar intensifica l'eco di ritorno e rende visibile anche una piccola unità sugli schermi radar altrui.
Il VHF arriva dove arriva lo sguardo, antenna alta uguale portata lunga. Nave con nave 10-20 miglia, con la costa circa 40.
I distrattori impongono collaudi e ispezioni periodiche che non esistono, per il fisso conta solo l'omologazione. Nominativo internazionale e indicativo di chiamata si scambiano i ruoli, il primo va con imbarcazioni e navi, il secondo col natante. E la potenza massima di 25 watt non va usata sempre, da vicino si scende a 1 watt.
Nel listato ufficiale: 13 quesiti su questo concetto.