Limiti e attrezzi della pesca sportiva
La pesca sportiva si esercita con unità da diporto solo a scopo ricreativo o agonistico, la vendita e il commercio del pescato sono vietati sotto qualsiasi forma. Il limite giornaliero è di 5 chilogrammi complessivi tra pesci, molluschi e crostacei, salvo il caso del pesce singolo di peso superiore, con al massimo un esemplare di cernia al giorno e un solo tonno rosso detenuto a bordo.
Le lenze fisse ammesse sono le canne con non più di tre ami, le lenze morte, i bolentini, le correntine con non più di sei ami e le lenze per cefalopodi. Le gare e manifestazioni richiedono l'approvazione del Capo del Compartimento marittimo, che emana un'apposita ordinanza. Per il tonno rosso la commercializzazione è vietata e lo stop definitivo alle catture sportive arriva con decreto del ministero competente quando l'Italia raggiunge la sua quota.
Cinque chili al giorno e niente cassa, il pescato sportivo non si vende mai. Una cernia, un tonno, tre ami in canna e sei in correntina.
I distrattori alzano i limiti a 8 o 10 chili e a due cernie, o ammettono la vendita per piccoli quantitativi, tutte varianti false, il commercio è vietato senza eccezioni. Le gare non le autorizza il Comune né il Prefetto, serve l'ordinanza del Capo del Compartimento marittimo. E lo stop al tonno rosso non lo decidono le Capitanerie, arriva per decreto ministeriale.
Nel listato ufficiale: 8 quesiti su questo concetto.