Navigazione stimata
La navigazione stimata determina la posizione più probabile dell'unità partendo dalla posizione iniziale nota, dalla prora vera seguita, dalla velocità propria e dal tempo trascorso. Il punto stimato si determina con la formula S = V x T e rappresenta la posizione in modo approssimato, non esatto. I problemi si risolvono di massima per via grafica sulla carta di Mercatore, che rettifica le lossodromie, con squadrette e compasso.
Gli strumenti della stimata sono bussola, solcometro per la velocità propria e orologio. GPS e radar non forniscono una posizione stimata. L'incertezza cresce col tempo e la causa principale è l'apprezzamento soggettivo di scarroccio e deriva, cui si aggiungono declinazione e deviazione. Il punto stimato è insostituibile ma insufficiente per una condotta sicura, e in atterraggio va trattato come il centro di una zona di incertezza anche vasta. La pianificazione adotta criteri di sicurezza idrografici, il fondale mai inferiore al pescaggio, e meteorologici, evitare ghiacci, nebbia e tempesta. Conoscere gli effetti di vento e corrente permette di contrastarli correggendo prua e velocità.
Stimare è fare i conti in tasca alla barca. So da dove sono partito, dove ho puntato la prua, a che velocità e per quanto tempo. Vento e corrente li devo immaginare, ed è lì che si sbaglia.
I distrattori fanno determinare il punto stimato dal GPS o con due luoghi di posizione, ma quelli danno un punto misurato, non stimato. Gli elementi giusti sono prora vera, velocità propria, posizione iniziale e tempo, non rotta vera e velocità effettiva. Falsi anche i limiti secchi, sei ore massime di stima o errori mai oltre il mezzo miglio, la stimata non ha soglie fisse di validità.
Nel listato ufficiale: 19 quesiti su questo concetto.