GPS e navigazione per way-point
Il GPS è un ricevitore che determina la propria distanza da ciascuno dei satelliti della rete orbitante e ricava così il punto nave in ogni istante, con un margine di errore di pochi metri. Fornisce latitudine e longitudine, distanza e rotta per raggiungere un way-point, velocità e rotta rispetto al fondo (Ve e Rv) e ora stimata di arrivo. La navigazione condotta con il GPS si chiama navigazione per way-point. Il GPS è obbligatorio nella navigazione oltre le 12 miglia.
Il way-point si posiziona ad almeno 500 metri fuori dai fanali del porto, controllando che la rotta non passi su ostacoli o secche, perché il GPS, se non di ultimissima generazione, non tiene conto di ostacoli, pericoli e morfologia della costa. Si impostano quindi rotte spezzate e anche la rotta automatica va sempre verificata. Le unità da diporto possono avere apparati fissi alimentati dall'impianto di bordo e portatili a batterie alcaline. Il tasto MOB memorizza il punto di caduta dell'uomo a mare e fornisce distanza e rotta per tornarci, e sul proprio apparato vanno verificati l'esistenza e il corretto utilizzo del tasto. Il GPS cartografico mostra rotta, fuori rotta, tempi, distanza, velocità e la freccia verso la destinazione.
Il GPS misura distanze dai satelliti, non rilevamenti, e ragiona per way-point. MOB sta per Man Over Board, il tasto che congela il punto di caduta, da conoscere prima che serva.
I distrattori descrivono il GPS come trasmettitore o sistema radiogoniometrico, è un ricevitore di distanze satellitari. Sull'obbligo la risposta esatta è oltre le 12 miglia, non oltre le 50 e non è una dotazione solo facoltativa. Il GPS cartografico non mostra le altre unità in navigazione. E la navigazione col GPS si chiama per way-point, non stimata né costiera.
Nel listato ufficiale: 13 quesiti su questo concetto.