Autonomia, potenza e consumo specifico
L'autonomia di un'unità dipende dalle condizioni meteo-marine, dal dislocamento complessivo e dalla velocità di crociera mantenuta. Con mare mosso, a parità di velocità, l'autonomia in miglia diminuisce, ed è per gli eventuali elementi perturbatori del moto come vento e corrente che al consumo teorico si aggiunge almeno il 30%. L'autonomia oraria è il carburante disponibile diviso il consumo orario e, se il consumo orario non è noto, si può calcolare conoscendo la potenza HP erogata e il peso specifico del carburante impiegato. Il consumo specifico è riferito al cavallo e all'ora di moto e 1 kW equivale a 1,36 CV.
Due conti dal listato. Un fuoribordo a due tempi da 80 HP che consuma 300 grammi per cavallo per ora brucia 24 kg orari, che con peso specifico 0,75 kg per litro fanno 32 litri all'ora. Con 30 litri a bordo e un consumo di 20 litri orari l'autonomia sarebbe di 90 minuti, ma tenendo dentro il margine del 30% scende a circa 69 minuti utili.
Il mare mosso mangia miglia, non ore. Nella conversione il kW è più grosso del cavallo, uno virgola trentasei. Il margine del 30% esiste per vento e corrente, non per i difetti del motore.
L'autonomia non dipende dai quadranti in cui si naviga, dal tipo di navigazione stimata o costiera né dalla deviazione della bussola, tutti distrattori ricorrenti. L'autonomia oraria si ottiene dividendo il carburante per il consumo orario, non il contrario. Il consumo specifico non si calcola in grammi al secondo. Il 30% non compensa il passo dell'elica né i dati ottimistici del costruttore, copre vento e corrente. Nella conversione i distrattori offrono 1,34 e 1,43 accanto al vero 1,36.
Nel listato ufficiale: 8 quesiti su questo concetto.