Cattivo tempo, preparare la barca e governare tra le onde
Davanti a un brusco peggioramento meteo si rizzano tutti gli oggetti di bordo, si chiudono accuratamente oblò e osteriggi e si istruiscono le persone imbarcate sull'uso dei mezzi collettivi e individuali di salvataggio. Si chiudono anche boccaporti e prese a mare, lasciando aperta solo quella del motore. In navigazione si fa il possibile per non prendere le onde al traverso, sull'onda formata si punta leggermente verso la cresta per poi allontanarsene quando la barca scende nel cavo, e con mare grosso in poppa che causa brusche variazioni del motore si riduce opportunamente la velocità. Con tempesta proveniente dalla terra ferma ci si dirige in sicurezza verso la costa, dove il moto ondoso è più attenuato.
Chi naviga in solitario indossa la cintura di sicurezza e si assicura al ponte, e chi governa un fuoribordo ha lo stacco di sicurezza, l'interruttore collegato con il cordino a spirale rosso che spegne automaticamente il motore in caso di caduta in acqua. Se la visibilità diviene improvvisamente scarsa si rallenta, si accendono i fanali e si emettono i segnali prescritti. Nella nebbia fitta il mutamento del colore dell'acqua e il fragore dei frangenti possono indicare la vicinanza della costa, e la risacca è fatta di onde di riflusso.
Prima lega, chiudi e spiega, poi governa. In mezzo alle onde il fianco è il punto debole, mai il mare al traverso, e nella nebbia sono gli occhi e le orecchie a dirti che la costa è vicina.
Il distrattore più insidioso fa chiudere anche la presa a mare del motore, che invece resta aperta, senza di essa il motore non si raffredda. In nebbia l'opzione sbagliata impone di fermarsi del tutto, il listato chiede di rallentare con fanali e segnali. Sull'onda contraria il trabocchetto è tagliare la cresta esattamente con la prua perpendicolare.
Nel listato ufficiale: 11 quesiti su questo concetto.