Aree marine protette, zone, navigazione e ormeggio
Le aree marine protette sono suddivise in tre zone di tutela denominate A, B e C, e alcune hanno un'ulteriore zona D. Le zone sono delimitate da coordinate geografiche e riportate nella cartografia allegata al decreto istitutivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non dal posizionamento delle boe. In zona A, generalmente, la navigazione non è consentita e l'ancoraggio non è consentito. In zona B la navigazione è disciplinata dal decreto istitutivo e dal regolamento di gestione, ed è consentita la navigazione a remi e a vela.
Gli enti gestori possono istituire nelle zone B, di riserva generale, e C, di riserva parziale, campi boa e campi di ormeggio attrezzati, anche con l'impiego di tecnologie informatiche e telematiche. In quei campi una quota pari al 15% degli ormeggi è riservata alle unità a vela, e l'ancoraggio non è mai consentito. La sorveglianza spetta alle Capitanerie di porto e alle polizie degli enti locali delegati nella gestione delle medesime aree protette. Chi naviga a motore dentro un'area marina protetta non adeguatamente segnalata dalle boe perimetrali, senza conoscere i vincoli, è comunque soggetto a una sanzione amministrativa.
La A è intoccabile, niente navigazione e niente ancora. La B si legge sul decreto istitutivo, e remi e vela passano. Dove c'è il campo boe ci si lega alla boa, l'ancora resta a bordo.
I distrattori aprono la zona A previa comunicazione all'Autorità marittima, oppure chiudono del tutto le aree protette alla navigazione, o le riducono a una disciplina della sola pesca. Sulla delimitazione delle zone chiamano in causa le boe o l'ordinanza balneare. Sui campi boa consentono l'ancoraggio dall'alba al tramonto o quando c'è spazio di manovra, e assegnano la quota riservata alle unità da pesca. Sulla sanzione per chi entra ignaro propongono l'ammonizione o la sanzione penale.
Nel listato ufficiale: 11 quesiti su questo concetto.