Lo scarroccio, quando il vento sposta l'unità
Lo scarroccio è l'effetto perturbatore che il vento produce sul moto dell'unità. È dovuto soltanto all'azione del vento, non alla corrente né all'azione combinata di vento e corrente. La spinta laterale del vento separa la rotta vera, il percorso realmente seguito, dalla prora vera, la direzione verso cui punta la prua, e l'angolo fra le due è l'angolo di scarroccio.
Quanto si scarroccia dipende dall'intensità del vento, dalla velocità dell'unità, dalla superficie esposta al vento e dal tipo di carena. Per questo, a parità di vento, la velocità di scarroccio non è uguale per tutte le navi, ogni unità risponde a modo suo. La superficie che conta è quella emersa, l'opera morta, perché è quella che il vento può colpire. C'è però un caso limite. Quando il vento è in poppa e la sua direzione coincide con la direzione del moto della nave, l'effetto c'è sulla velocità ma non sulla direzione del percorso, perché manca del tutto la spinta laterale.
Scarroccio comincia come scirocco, e lo scirocco è un vento. Tieni fissa la coppia, il vento scarroccia, la corrente deriva. Se nel quesito la causa è l'aria, la parola giusta è scarroccio.
I distrattori scambiano le cause. Attribuiscono lo scarroccio alla corrente, all'azione combinata di vento e corrente o addirittura al sistema di governo. Un'altra opzione sostiene che, a parità di vento, la velocità di scarroccio sia uguale per tutte le navi, falso perché superficie esposta e carena cambiano da unità a unità. Occhio infine all'opera viva, che è la parte immersa dello scafo. La superficie esposta al vento non è quella, è l'opera morta.
Nel listato ufficiale: 4 quesiti su questo concetto.