La deriva, quando la corrente trascina l'unità
La deriva è l'effetto perturbatore prodotto dalla corrente marina sul moto dell'unità, cioè il movimento dovuto alla presenza di correnti. È dovuta soltanto all'effetto della corrente, non al vento né all'azione combinata di vento e corrente. La causa distingue i due fenomeni, la corrente produce deriva, il vento produce scarroccio.
La corrente è acqua che si muove e l'unità galleggia immersa in quell'acqua, quindi viene trasportata tutta intera insieme alla massa che la circonda. Per questo la velocità di deriva non dipende dalla forma della carena, la corrente sposta allo stesso modo qualunque scafo vi galleggi dentro. Qui sta la differenza più fine con lo scarroccio, che invece cambia con la superficie esposta e con il tipo di carena. Se un'opzione lega la deriva al vento, all'opera morta o alla somma degli effetti del vento, sta descrivendo un altro fenomeno.
Andare alla deriva significa farsi portare dall'acqua, e la deriva infatti nasce dalla corrente, che è acqua in movimento. Immagina un tapis roulant liquido che sposta lo scafo tutto intero. Il vento invece scarroccia.
Gli inganni sono speculari a quelli sullo scarroccio. La deriva viene attribuita al vento, all'azione combinata di vento e corrente o alla somma degli effetti del vento sull'unità. Un distrattore la descrive come effetto del vento sull'opera morta, che è invece il ritratto dello scarroccio. Un altro fa dipendere la velocità di deriva dalla forma della carena, falso, la sensibilità alla carena è un tratto dello scarroccio, la corrente trascina lo scafo qualunque forma abbia.
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