Il circuito di raffreddamento e il surriscaldamento
Il motore marino si raffredda con l'acqua di mare, aspirata da una presa a mare e spinta in circolo da una pompa munita di girante. Quando il circuito è chiuso entra in gioco lo scambiatore di calore, che serve per raffreddare il fluido presente nel circuito chiuso mediante l'acqua di mare. La causa più comune di surriscaldamento di un entrobordo è la presa a mare della pompa dell'acqua che si è occlusa.
Sul fuoribordo il quadro è lo stesso, visto dal piede. Il surriscaldamento nasce dall'ostruzione del flusso dell'acqua di raffreddamento, dovuta per esempio ad alghe o a frammenti di materiale plastico davanti alla presa di aspirazione, e la conseguenza dell'ostruzione è il surriscaldamento del motore e il successivo arresto dello stesso. Se il surriscaldamento si protrae i danni sono seri, grippaggio del motore e danneggiamento della testata e delle sue guarnizioni. La girante si rovina anche in un altro modo, quando il fuoribordo funziona con la sua presa d'acqua al di fuori del livello dell'acqua e la pompa lavora a secco.
La girante vive solo finché l'acqua passa. Presa ostruita o presa fuori dall'acqua, in tutti e due i casi la pompa gira a vuoto e il motore comincia a cuocere. Prima smette lo zampillo, poi si grippa il motore.
I distrattori spostano la causa del surriscaldamento su parti che non c'entrano, il filtro dell'olio sporco, la pompa di iniezione rotta, la batteria surriscaldata, il pignone del motorino di avviamento consumato. Sullo scambiatore raccontano che raffreddi l'asse portaelica o che faccia parte del circuito del salpancora. Sui danni da surriscaldamento prolungato puntano su elica e asse, mentre a cedere sono il motore e la testata, e propongono la cavitazione dell'elica come effetto della presa ostruita.
Nel listato ufficiale: 6 quesiti su questo concetto.