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Dare fondo, la manovra e il gergo della tenuta

Il nocciolo

Prima di dare fondo si valutano la presenza di possibili divieti e la situazione meteomarina locale. La manovra ha una sequenza precisa. Si dirige sul punto prescelto con il solo abbrivio, mantenendo la prua al vento o alla corrente, e, una volta esaurito l'abbrivio, si cala l'ancora dando contemporaneamente un leggero colpo di marcia indietro. Poi, filata un'adeguata quantità di calumo, si continua a indietreggiare leggermente filando il cavo, per stendere il calumo opportuno e far fare testa all'ancora.

Un'ancora che fa testa ha fatto presa sul fondo. Se invece non tiene la presa si dice che sta arando, oppure che speda. Per controllare la tenuta si effettuano rilevamenti successivi di punti cospicui della costa, oppure punti nave successivi, se i valori cambiano l'ancora sta arando. Un caso particolare, con vento forte, dovendo dare fondo per poi ormeggiarsi di poppa alla banchina, si dà fondo leggermente sopravento rispetto al posto barca da occupare, così la discesa verso la banchina resta controllata.

Per ricordare

Prua al vento, abbrivio a zero, ancora giù e un filo di marcia indietro. Poi lascia parlare la costa, due rilevamenti di punti fermi presi in tempi diversi ti dicono se l'ancora fa testa o sta arando.

La trappola

I distrattori invertono la manovra, poppa al vento, velocità di crociera, retromarcia ingranata prima di calare, oppure motore spento appena filato il cavo. La sequenza vera parte sempre dalla prua al vento e dall'abbrivio esaurito. Sul gergo, fa testa significa che l'ancora ha fatto presa, non che si è incattivita o rovesciata, mentre spedare nel listato significa non tenere la presa sul fondo. E con vento forte il fondo si dà sopravento al posto barca, non sottovento né in asse.

Nel listato ufficiale: 10 quesiti su questo concetto.

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