Rilevamento costante e manovra per evitare l'abbordaggio
Con rotte convergenti si è in rotta di collisione quando il rilevamento dell'altra unità rimane costante e la distanza diminuisce. Ogni manovra intrapresa per evitare la collisione, se le circostanze del caso lo permettono, va eseguita con decisione, con ampio margine di tempo e nel rispetto delle buone regole dell'arte marinara. Ogni cambiamento di rotta o di velocità deve essere abbastanza ampio da risultare evidente all'altra unità che osserva a vista o con il radar.
Il rilevamento è la direzione nella quale vedi l'altra unità. Se quella direzione non cambia mentre la distanza cala, le due rotte convergono nello stesso punto e nello stesso momento. Se invece il rilevamento aumenta o diminuisce, le traiettorie si aprono e il passaggio avverrà largo. Da qui la qualità richiesta alla manovra, una correzione unica, netta e fatta per tempo, che l'altro comandante possa leggere subito, a vista o al radar. Una sfilza di ritocchi minimi lascia la tua barca quasi sulla stessa linea e l'altro nel dubbio su cosa tu stia facendo.
Osserva l'altra barca contro un riferimento fisso della tua unità. Se resta ferma lì e intanto si ingrandisce, siete in rotta di collisione. Manovra presto e in grande, così l'altro capisce al primo sguardo.
Tre esche ricorrenti. La prima colloca il pericolo nel rilevamento che aumenta o diminuisce, mentre l'allarme vero è il rilevamento che resta costante con la distanza che cala. La seconda traveste la timidezza da prudenza e propone piccole variazioni successive di rotta o di velocità per non allarmare l'altra unità, l'opposto della variazione ampia ed evidente richiesta. La terza limita l'obbligo di manovra ai soli casi di rotte opposte o di unità raggiungenti, mentre vale per ogni rischio di collisione.
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